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L’arrampicata sportiva sbarca alle Olimpiadi con lead, speed e boulder

L’arrampicata sportiva ha fatto oggi il suo storico debutto alle Olimpiadi di Tokyo, coronamento di un percorso di riconoscimento che ha visto la disciplina, nata negli anni Sessanta, dare vita nel 2007 a una Federazione Internazionale ed elaborare un formato di gara che potesse essere ammesso ai Giochi. Questa giornata è riservata alle qualifiche, mentre le finali si terranno giovedì 5 agosto.

Arrampicata sportiva olimpica: lead, boulder e speed

Per questa prima apparizione olimpica dell’arrampicata si è optato, non senza polemiche, per un formato che vede gli atleti, divisi tra uomini e donne, competere su tre eventi: lead, boulder e speed.
Nel lead climbing si scala, legati a una corda, una parete di 15 metri con prese disposte in modo da creare percorsi particolarmente difficoltosi, cercando di arrivare il più in alto possibile. Nel boulder si affrontano, in un tempo limite di quattro minuti, quattro complicati blocchi da 4 metri e mezzo, slegati e con la protezione di un materasso in caso di caduta. Lo speed, invece, consiste nello scalare il più in fretta possibile un muro di 15 metri, con prese che creano un percorso standard. Si svolge su due manche, con due atleti che gareggiano fianco a fianco.
I piazzamenti nelle varie prove vengono moltiplicati tra loro, con la vittoria che va al punteggio minore.

I favoriti alle Olimpiadi

I pronostici sui possibili contendenti per le medaglie sono complicati proprio dalla presenza dello speed, una specialità che molti dei migliori arrampicatori al mondo non praticano regolarmente.
Tra gli uomini c’è molta attesa per vedere all’opera il ceco Adam Ondra, una leggenda indiscussa dell’arrampicata, che non ha però molta familiarità con lo speed. Cosa che potrebbe lasciare spazio nella corsa all’oro al campione del mondo di combinata, il giapponese Tomoa Narasaki, all’austriaco Jakob Schubert e ai fratelli francesi Mika e Bassa Maweem
Tra le donne favorita assoluta è la slovena Janja Garnbret, da anni dominatrice della specialità nonostante abbia solo 22 anni. A contenderle il primo gradino del podio, tra altre agguerrite avversarie, c’è anche l’azzurra Laura Rogora, vincitrice della Coppa del Mondo di lead nel 2020.
Poche speranze di medaglia invece per gli italiani presenti nella gara maschile, Ludovico Fossali e Michel Piccolruaz.

Appassionato di sport e di tutto ciò che gli gira attorno. Scrivo di basket, tennis e grandi eventi.

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