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Calciomercato: cosa ci prospetta il 2022?

La Serie A si conferma sempre più un campionato di passaggio o peggio di fine carriera per i campioni che furono

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La Serie A sempre più un campionato di passaggio o di fine carriera per i campioni che furono

Le notizie che stanno venendo fuori in questi giorni lasciano presagire che per il calciomercato italiano, ma in generale anche per quello internazionale, sarà un 2022 scoppiettante. Nonostante l’emergenza Covid e le situazioni finanziarie difficili di diversi top club, gli investimenti importanti non mancano e non mancheranno. È così, ad esempio, che il Barcellona ha preso Ferran Torres dal Manchester City per 55 milioni totali nonostante una situazione dei conti che in estate ha costretto i blaugrana a rinunciare a Messi. Il Real Madrid, invece, che se la passa meglio dei catalani, ma non naviga comunque nell’oro in questo preciso periodo, starebbe invece pensando alla coppia Mbappé-Haaland, con il primo che arriverebbe a parametro zero, mentre per il secondo ci sarebbe da pagare una clausola tra i 75 e i 90 milioni. Senza considerare che insieme i due attaccanti costerebbero in termini di stipendi qualcosa come 60 milioni l’anno, stando alle richieste dei rispettivi agenti.

Insomma, nonostante le difficoltà economiche inasprite dal Covid, il calcio spagnolo può permettersi ancora cifre da Premier League, l’altra lega nazionale che sarà sicuramente protagonista nel nuovo anno con investimenti importanti e l’arrivo di altri top player. Fa eccezione il PSG in Francia, poiché ha dietro la nazione che ospiterà i prossimi Mondiali, mentre per il resto il panorama calcistico transalpino è di basso profilo finanziario. Terrà botta il Bayern in Germania, ma per il resto anche lì faranno fatica ad alzare il livello del campionato. Per la Serie A, invece, si prospetta sempre più un ruolo di campionato di passaggio o peggio ancora di un calcio nel quale i campioni vengono a chiudere la carriera racimolando gli ultimi spiccioli.

Calciomercato: un 2022 difficile per il calcio italiano

Emblematico il caso di Ibrahimovic, che è protagonista con il Milan in campionato, mentre in Champions League è riuscito a fare solo due tiri all’indirizzo dello specchio avversario. Qualcuno ha narrato dopo gli Europei che il movimento calcistico italiano avrebbe ridotto il gap con l’estero grazie ad un nuovo calcio, spettacolare e propositivo, che sarebbe stato trainato dall’esempio di Roberto Mancini. Come testimonia lo score delle italiane in Europa (peggiore di quello della passata stagione), la notizia è che con il gioco il calcio italiano non sta colmando un bel niente. I campioni fuggono verso altri lidi poiché semplicemente circolano più soldi e perché il movimento calcio in Italia è rimasto indietro di decenni, già solo a livello di stadi e strutture di contorno.

La Serie A non trattiene più i campioni

Quale step in avanti sta facendo un campionato che non riesce a trattenere nemmeno Lorenzo Insigne a 30 anni? Il fantasista del Napoli si è visto offrire 3,5 milioni di euro, mentre dalla Major League Soccer gli è pervenuta una proposta superiore quasi del triplo. Difficile per lui dire no, anche se significherebbe sostanzialmente perdere la visibilità che dà il calcio del Vecchio Continente. E si dice che lo “scugnizzo” potrebbe anche essere raggiunto dal “gallo” Belotti, 28enne centravanti in scadenza con il Torino.

Non dovrebbe lasciare l’Italia, invece, Paulo Dybala, il cui rinnovo con la Juventus si conferma comunque una telenovela senza fine. Ennesimo rinvio della firma per l’argentino, anche se sulla questione ci sono versioni contrastanti. Quella più accreditata sostiene che a frenare siano questioni burocratiche legate all’agente (che ancora agente non è, insomma, non ha i titoli per esserlo istituzionalmente). Altri sostengono invece che i problemi fisici del “La Joya” abbiano portato la dirigenza bianconera ad un ripensamento e ad una ridiscussione delle precedenti clausole (contratto di 5 anni ad 8 milioni fissi più 2 di bonus variabili che diventeranno fissi col passare delle stagioni). I bianconeri, comunque, con o senza Dybala non se ne stanno a guardare e vanno a caccia sul mercato di colpi “sostenibili” (a tal proposito, De Ligt sarà ancora sostenibile?), come vuole il nuovo corso societario. In quest’ottica, Gianluca Scamacca sembra l’obiettivo più raggiungibile per i bianconeri, mentre il viola Vlahovic sembra orientarsi più verso l’estero con richieste di stipendio (salite ad 8 milioni) sempre più fuori portata per i club nostrani.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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