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Champions League: l’Inter c’è, al Milan serve un miracolo

inter sheriff champions league

Prima gioia europea per gli uomini di Simone Inzaghi, Pioli resta al palo: ora deve solo vincerle tutte e sperare…

Serata in chiaroscuro per le milanesi in Champions League, con l’Inter che può guardare all’immediato futuro con più ottimismo, mentre il Milan è in una situazione praticamente disperata.

Nel gruppo D, i nerazzurri di Simone Inzaghi reagiscono alla sconfitta maturata nel weekend all’Olimpico contro la Lazio avendo la meglio per 3-1 sullo Sheriff Tiraspol fino a ieri imbattuto. Alla prima esperienza nella “coppa dalle grandi orecchie”, i moldavi si sono tolti lo sfizio di battere prima lo Shakthar Donetsk di Roberto De Zerbi tra le mura amiche, poi addirittura il Real Madrid al Bernabeu. Inzaghi e i suoi, consapevoli delle difficoltà che poteva portare con sé una sfida di questo tipo, ha semplicemente fatto la partita che doveva fare. È vero, dopo la rete di Dzeko al 35’, l’Inter ha concesso agli ospiti il pari (Thill su punizione al 52’), ma ha comunque continuato a produrre molto tanto che le reti di Vidal (58′) e De Vrij (67′) che portano al 3-1, sembrano addirittura stare strette ai campioni d’Italia.

Inter meno solida, ma con un’ottima potenza di fuoco

Quello che rimane di Inter-Sheriff – a parte il terzo posto con 4 punti a -2 da Sheriff e Real – è una squadra nerazzurra che probabilmente non ha più la solidità del complesso diretto magistralmente da Antonio Conte, ma che ha comunque tante frecce al proprio arco e una rosa abbastanza profonda da sopperire anche ad assenze importanti. Il modulo è lo stesso dello scorso anno, i movimenti e i concetti non proprio. Come sottolineato giustamente da Fabio Capello nel post-partita, con il tecnico leccese l’Inter concedeva pochissime ripartenze agli avversari, facendosi trovare sempre con tanti uomini dietro la linea della palla a fare schermo. Ultimamente, invece, si vede l’Inter spesso scappare all’indietro per rincorrere gli avversari che si involano verso la porta. E se gli avversari hanno tanta qualità, il rischio è quello di subire tanti gol (2 in 3 partite di Champions, ben 11 in 8 gare di campionato).

Insomma, è un’Inter meno solida, ma che punta probabilmente sulla potenza di fuoco per fare comunque sempre più gol degli avversari (26 in 11 partite), oltre che sui cambi di qualità per raddrizzare, come spesso è accaduto in questa prima parte della stagione, partite non propriamente iniziate nel migliore dei modi.

Milan: la Champions non è il campionato

Cambi che in questo momento non sta avendo a disposizione il Milan di Stefano Pioli, che sta pagando amaramente dazio in coppa, nonostante sia ancora imbattuto in campionato. Allo score della Serie A – 7 vittorie, un pareggio e zero sconfitte con 18 gol fatti e solo 7 subiti – fa da contraltare un cammino europeo disastroso, nel quale i rossoneri hanno raccolto probabilmente molto meno di quanto meritassero. Attenuanti, ma non alibi, attenzione, poiché il responso del campo è sempre l’ultimo e inappellabile grado di giudizio. Dopo aver perso contro Liverpool e Atletico Madrid, i rossoneri hanno ceduto anche al Porto ieri sera allo stadio Do Dragao. Pioli ha dovuto fare a meno, tra gli altri, di Maignan, Florenzi, Theo Hernandez, Brahim Diaz, Rebic e Kessié, ma lo stesso tecnico rossonero ha sottolineato che le assenze non devono essere una scusante. La rete di Luis Diaz, probabilmente viziata da un fallo, ha punito i milanesi probabilmente oltre i loro demeriti, ma in generale Giroud e compagnia hanno fatto troppo poco per tornare dal Portogallo con un risultato positivo. Anche contro i “colchoneros”, nel turno precedente, il Milan ha avuto da recriminare per la direzione di gara, ma sono discorsi che soprattutto in Europa devono lasciare il tempo che trovano. È fin troppo evidente che la Champions League non sia il campionato e se in Serie A i rossoneri riescono a sopperire anche ad assenze importanti (prima o poi andrebbe fatta una riflessione approfondita su questa emergenza continua), in coppa questo non succede poiché gli avversari ti puniscono alla minima concessione.

Alla fine della fiera, dopo tre turni il Milan è ultimo nel gruppo B con zero punti, dietro a Liverpool (9), Atletico Madrid e Porto (4). La matematica ancora non condanna i rossoneri, ma da questo momento in poi c’è davvero ben poco su cui fare calcoli: occorre provare a vincerle tutte, puntando anche sul fatto che due delle prossime tre gare, Porto e Liverpool, si giocheranno tra le mura amiche di San Siro.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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