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Champions League: l’Italia c’è, nonostante tutto

Dopo Juventus e Inter, Atalanta e Milan coltivano le rispettive speranze di qualificazione agli ottavi di Champions

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Dopo Juventus e Inter, Atalanta e Milan coltivano le rispettive speranze di qualificazione agli ottavi di Champions

Difficile, ma non impossibile: l’Italia potrebbe avere agli ottavi di finale di Champions League 2021-2022 ben quattro squadre. Il quinto turno della “coppa dalle grandi orecchie”, seppur globalmente in chiaroscuro per i club nostrani, tiene aperte le porte ad un risultato che mancava da tanto tempo. Ovvero quello di portare alla fase ad eliminazione diretta, tutti le squadre che partecipano alla fase a gironi.

Juve: una pessima sconfitta, ma quasi indolore

La Juventus aveva già staccato il pass dopo il quarto turno, in seguito alla quarta vittoria di fila. La sconfitta rimediata ieri sera allo Stamford Bridge, seppur brutta e pesante nel punteggio e nella forma, dunque, non ha per fortuna arrecato danni ai bianconeri, se non per una questione meramente di sorteggio. Scavalcati dal Chelsea dopo il 4-0 di ieri, la Vecchia Signora chiuderà con ogni probabilità al 2° posto nel proprio girone, ragion per cui agli ottavi se la vedrà con una prima di altro raggruppamento. Poco male se si considera che nelle ultime due edizioni i bianconeri hanno giocato contro due secondo abbordabili, Lione e Porto, ma sono tornati ugualmente a casa.

Inzaghi meglio di Conte in Champions

Servirà l’ultimo turno per capire se l’Inter passerà da prima o da seconda, ma intanto con la vittoria ottenuta per 2-0 con lo Shakhtar, i nerazzurri hanno invertito la tendenza. Dopo due uscite ai gironi sotto la guida di Antonio Conte, i campioni d’Italia hanno staccato il ticket per gli ottavi di finale e ora sono pronti a giocarsi le proprie chance di primo posto nell’ultimo match in casa del Real Madrid. Non è la prima volta che succede, ma casualmente chi eredita una squadra di Antonio Conte solitamente fa meglio di lui in Champions League. Ovviamente, parte del merito va al tecnico salentino, che ha lasciato un’eredità importante a Simone Inzaghi, ma anche l’allenatore ex Lazio ci ha messo del suo e gliene va dato atto.

Atalanta padrona del proprio destino

Si giocheranno le proprie chance all’ultimo turno, invece, Atalanta e Milan. I nerazzurri bergamaschi sono stati protagonisti di una partita altalenante in casa dello Young Boys, un 3-3 per certi versi pazzo che ha complicato le cose per i “Gasperini Boys”. “Non riusciamo a gestire le situazioni”, ha dichiarato il tecnico della Dea al termine della gara di Berna, a conferma che l’Atalanta non riesca ad affrontare le gare se non attaccando a testa bassa, anche a costo di esporsi concedendo praterie a squadre anche modeste come i seppur meritevoli di rispetto gialloneri svizzeri. Ora, l’Atalanta si giocherà tutto nell’ultima gara casalinga contro il Villarreal, nella quale gli spagnoli, con un punto in più, avranno a disposizione due risultati su tre. Insomma, Zapata e compagnia potranno solo vincere per andare avanti, ma potranno contare sul calore del pubblico amico, che al Gewiss Stadium può fare la differenza.

Milan: vincere e sperare

Il Milan, infine, non è padrone del proprio destino, nonostante l’impresa compiuta in casa dell’Atletico Madrid. Gli uomini di Stefano Pioli hanno vinto giocando a viso aperto contro una squadra che tradizionalmente concede molto poco. Il gol della vittoria arriva poi da un ragazzo la cui storia è ormai una favola: stiamo parlando del brasiliano Messias, ex fattorino che è arrivato nel grande calcio non proprio giovanissimo. Grande merito va dato alla dirigenza rossonera, che ci ha creduto in estate prelevandolo dal Crotone nonostante lo scetticismo generale. Ora, però, perché il ‘Diavolo’ possa raggiungere gli ottavi di finale, dovrà battere il Liverpool a San Siro nell’ultimo turno e sperare che il Porto non vinca al Do Dragao contro l’Atletico Madrid. I rossoneri sono quelli che tengono in mano il cerino più corto, insomma, ma c’è ancora una piccola fiammella e bisogna alimentarla a tutti i costi fino alla fine.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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