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Chi è Aurélien Tchouaméni, il talento che ha incantato la Juve, ma non solo

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La Juve forte sul centrocampista francese che ha conquistato la Nations League, ma ci sono anche diverse big europee

È il nuovo pezzo pregiato del mercato internazionale e la Juventus si è iscritta all’asta con i più importanti top club del Vecchio Continente (Real Madrid, Chelsea e Liverpool su tutti). Stiamo parlando di Aurélien Djani Tchouaméni, 21enne centrocampista francese di origini camerunensi che ha vinto la Nations League con la selezione campione del mondo in carica e allenata da Didier Deschamps. Cresciuto calcisticamente del Bordeaux, con cui ha fatto la trafila delle giovanili fino alla prima squadra, nel gennaio del 2020 è stato acquistato dal Monaco per una cifra vicina ai 18 milioni di euro. Con la maglia dei monegaschi la visibilità internazionale di Tchouameni è cresciuta in maniera esponenziale fino alla prima convocazione nella nazionale maggiore arrivata ad agosto del 2021 con conseguente debutto nel match pareggiato dalla Francia per 1-1 contro la Bosnia Erzegovina.

Tchouameni: Paulo Sousa e Kovac i suoi maestri

Messosi in mostra già con le selezioni giovanili transalpine, questo centrocampista classe 2000 ha notevolmente ampliato il proprio bagaglio tecnico tattico nelle ultime stagioni. Complici due tecnici molto bravi nella crescita dei giovani, Tchouameni sembra oggi essere quasi un veterano. Per avere solo 21 anni tiene il campo con personalità e sicurezza. Paulo Sousa lo ha sostanzialmente “sgrezzato”, avendolo ereditato dalle giovanili del Bordeaux, poi Kovac ha fatto il resto, dandogli ulteriore sicurezza nella ricerca delle giocate. Quello che mi ha impressionato di più di questo ragazzo guardando la finale di Nations League è la tranquillità e la capacità di uscire a testa alta anche da situazione di grande pressione.

Contro la Francia, infatti, la Spagna ha attaccato i possessori palla sempre con grande vigoria e intensità, eppure Tchouameni non si è mai scomposto, cercando sempre il palleggio in uscita dalla propria trequarti, senza dover sparacchiare il pallone in avanti. Per Didier Deschamps, che ha comunque un centrocampo di altissimo livello, ma che negli ultimi tempi ha dovuto rinunciare ad elementi come Kanté e Rabiot, avere a disposizione questo ragazzo è veramente una manna dal cielo. Sì, perché sostanzialmente non devi dirgli nulla: vai in campo e fai quello che sai fare. E  Aurelien sa fare bene tante cose: l’interdizione era la sua dote naturale migliore, ma i suoi ultimi allenatori lo hanno migliorato tanto nel palleggio e nell’intraprendenza.

Da quando è al Monaco ha messo insieme solo 3 reti (due nella stagione da poco iniziata), ragion per cui si tratta di un aspetto sul quale può e deve migliorare, così come anche nel gioco aereo, essendo un armadio a due ante alto quasi 1 metro e 90. Siamo di fronte comunque ad un elemento che ha margini di miglioramento impressionanti. Qualcuno lo paragona a Pogba, a me semplicemente ricorda di più Vieira, del quale può tranquillamente ripercorrerne le tappe. Non è un caso che la sua valutazione sia in rapida crescita: i media parlano di 40-45 milioni che potranno diventare rapidamente 60 se le sue prestazioni si confermeranno su alti livelli nei prossimi mesi.

Il piano della Juventus

È anche per questo che la Juventus, che lo aveva adocchiato già ai tempi del Bordeaux, sembra voglia anticiparne l’acquisto a gennaio. Un’operazione molto difficile per una serie di motivi. Innanzitutto la concorrenza di top club che a livello di ingaggio potrebbero proporre cifre nettamente più appetibili al ragazzo. Inoltre, la Vecchia Signora ha una rosa ingolfata e nella quale ci sono già due elementi fuori dalla lista Uefa e che non possono giocare in Champions League (Kaio Jorge e Luca Pellegrini). Non è una questione di risorse, che la dirigenza bianconera ha “liberato” con l’addio di Ronaldo e l’aumento di capitale, ma meramente di intasamento del roster. Servirebbe una cessione, ma Aaron Ramsey non sembra avere intenzione di lasciare Torino (fonte: Times) nonostante gli strali lanciati contro la sua gestione in bianconero dal ritiro del Galles. A questo punto non si può escludere l’addio di Weston McKennie, che sembra non riuscire a rinunciare al suo regime alimentare “singolare”, né quello di Dejan Kulusevski, che nonostante un ottimo impatto nel derby, non ha propriamente convinto l’ambiente bianconero.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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