Connect with us

Sostiene Nicolino

DAZN: un altro autogol che non aiuta il calcio italiano

dazn serie a

Il detentore dei diritti della Serie A vuole modificare le condizioni contrattuali a campionato in corso: non un ottimo spot per l’azienda e la stessa Lega Calcio

DAZN, broadcaster che si è assicurato i diritti della Serie A per il triennio 2021-2024, è tornato a far parlare prepotentemente di sé in questi giorni. Stavolta, però, non per uno dei tanti disservizi che hanno costellato soprattutto le prime giornate del campionato, bensì per una decisione sulle condizioni del contratto. Ad oggi è possibile infatti utilizzare lo stesso abbonamento per fruire dei contenuti della piattaforma contemporaneamente da due dispositivi lontani tra loro. Ebbene, anche se ancora non ci sono comunicazioni ufficiali in merito, sembra che DAZN abbia comunque iniziato una campagna informativa nei confronti dei propri abbonati. L’obiettivo è quello di inviare una comunicazione a tutti coloro i quali hanno creato un profilo sulla piattaforma entro il 15 novembre, in modo da dare agli abbonati 30 giorni di tempo per pensare al da farsi.

Cosa contiene, però, questa comunicazione? Semplice, DAZN ha deciso di non consentire più la visione dei propri eventi in contemporanea su due dispositivi. Evidentemente, nonostante l’invito a non condividere i dettagli del proprio account, in modo da far rimanere i singoli abbonamenti in ambiti familiari, molti abbonati hanno stretto accordi privati con amici e conoscenti in modo da suddividere le spese. In questo modo, insomma, la società che sta dietro al servizio (ovvero la ex Perform Group) avrebbe perso una buona fetta di introiti. Un problema grosso considerato l’investimento importante fatto per assicurarsi i diritti televisivi della Serie A.

DAZN: perché il cambio di condizioni contrattuali?

E non è tutto, perché la precedente condizione concessa del contratto di DAZN, ha fatto nascere una sorta di mercato sommerso con siti e servizi illegali che procacciavano sostanzialmente clienti a chi volesse condividere il proprio abbonamento. È per questo che si è deciso per un taglio netto: lo stesso abbonamento potrà essere utilizzato da due dispositivi contemporaneamente solo dallo stesso IP, ovvero se collegati alla stessa rete. Una piccola modifica, ma sostanziale, che in sostanza blocca la visione di uno o più eventi in contemporanea su dispositivi collegati alla Rete tramite due indirizzi IP differenti.

Come dicevamo, lo switch dovrebbe avvenire entro il 15 dicembre, ma le ultimissime indiscrezioni non escludono uno slittamento ad inizio 2022. Ma perché l’ho definito un altro autogol? Innanzitutto, la decisione arriva in un contesto di generale malcontento. DAZN purtroppo si è fatta trovare impreparata, eppure era stato ampiamente tutto previsto, alla trasmissione di più eventi in contemporanea. Fino all’anno scorso, infatti, la piattaforma aveva solo 3 gare a weekend, non in contemporanea e spesso non di cartello. In quel caso, l’infrastruttura a disposizione si è rivelata, seppur con qualche problematica, tutto sommato sufficiente a garantire il servizio. Dall’inizio di questa stagione, invece, con tutte e 10 le gare per turno da trasmettere e la contemporaneità di gare con big in campo, ha inevitabilmente reso le cose più difficili.

Un’avventura iniziata molto male

La società, nonostante gli accordi con Tim, è incappata soprattutto nelle primissime giornate, in blocchi, down completi e altre criticità per le quali la colpa è ricaduta sulle Cdn, che DAZN ha comunicato comunque di aver potenziato. Nelle ultime settimane le cose sono migliorate, ma la percezione dell’utenza rimane globalmente negativa, sia per la qualità delle immagini (a volte scadente anche con connessioni molto potenti), sia perché la situazione attuale dei diritti televisivi, costringe in generale un utente italiano a doversi abbonare a tre piattaforme (Sky, DAZN e Amazon Prime) per essere sicuro di poter seguire tutte le gare della propria squadra del cuore.

A pagare dazio di questa nuova politica aziendale, con modifica del contratto a stagione sportiva in corso, dunque, va a penalizzare soprattutto i nuclei familiari. In caso due componenti dello stesso si trovino lo stesso giorno in due abitazioni diverse, infatti, non potranno più usufruire della medesima sottoscrizione, ma saranno costretti a pagare sostanzialmente il doppio. Rimarrà, invece, intatta la possibilità di guardare i contenuti di DAZN su più dispositivi in momenti diversi. Inevitabili le proteste, dunque, innanzitutto per il cambiamento delle condizioni contrattuali stipulate ad inizio stagione, anche se per DAZN si tratta di un rischio calcolato. Per tanti che si lamentano puntualmente, sono davvero pochi coloro i quali faranno disdetta, mentre per la maggior parte, il mercato dice che la tendenza dell’utenza è quella ad adeguarsi. Il governo vuole vederci comunque chiaro e il ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, assieme sottosegretaria Ascani, ha invitato i rappresentanti di DAZN al MISE martedì prossimo, 16 novembre, alle ore 15:00.

La Serie A non ne esce affatto bene

La vicenda, non è un bello spot, oltre che per il brand della piattaforma, nemmeno per la Lega Serie A, che probabilmente, accecata dall’offerta superiore di DAZN rispetto a quella di SKY, non ha badato alla qualità del prodotto calcio offerto. Quella qualità che però sentiamo dire che si voglia aumentare per far ritornare il calcio italiano nell’olimpo del movimento a livello continentale e mondiale. La verità, purtroppo, è che l’industria calcio italiana, con stadi obsoleti e non vivibili 7 giorni su 7 come in altri Paesi, dipende quasi interamente dagli introiti televisivi. Di conseguenza, per fare fronte spesso a gestioni societarie disastrose, non tengono conto di quello che offrono ai tifosi. E l’offerta del calcio in TV non fa eccezione. Una pratica corretta, per concludere, rinvierebbe ogni modifica contrattuale al termine di questa stagione sportiva.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

More in Sostiene Nicolino