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Sostiene Nicolino

I tre più grandi flop (per ora) in Serie A

Pogba, Lukaku e De Ketelaere: dovevano essere tre colpi in grado di far svoltare Juve, Inter e Milan, invece…

Secondo gli addetti ai lavori sarebbe stati tre colpi in grado di dare nuova linfa al calcio italiano, sia in termini tecnici sia in appeal, invece Paul Pogba, Romelu Lukaku e Charles De Ketelaere ad oggi (lo sottolineiamo perché nel calcio le cose cambiano rapidamente e tutto può ancora succedere in stagione) sono derubricabili a flop. Si interrogano, a tal proposito, Juventus, Inter e Milan, che li avevano scelti per alzare il tasso tecnico delle rispettive squadre, invece devono fare i conti con una realtà in questo momento per nulla in linea con le aspettative.

Pogba: ancora zero presenze con la Juve

Inevitabilmente la situazione più paradossale la sta vivendo la Vecchia Signora con il centrocampista francese. Dopo la preparazione estiva e le prime amichevoli, il “Polpo” si è fermato per un problema al menisco esterno che per sua decisione non è stato subito operato. Pogba ha tentato una terapia conservativa per diverse settimane con lo scopo di tornare a disposizione presto e giocare sia con la Juventus sia i Mondiali con la nazionale. Invece, ha ottenuto esattamente l’effetto contrario. L’operazione, cui si è rassegnato in seguito, è risultata tardiva, tanto che dopo l’ultimo consulto e gli esami strumentali cui si è sottoposto, il suo rientro all’attività agonistica è stato rinviato al 2023. Si dice che oltre ai problemi al ginocchio sia venuto fuori un infortunio muscolare, una cosa abbastanza normale nelle fasi di recupero, ma sta di fatto che Pogba salterà il Mondiale di Qatar con la Francia e ad oggi non ha giocato nemmeno un minuto in gare ufficiali con la Juventus. Non proprio il massimo per i bianconeri, che avevano scelto lui e Angel Di Maria (altro elemento spesso fermo ai box per problemi muscolari) come fondamenta per la costruzione di una nuova Juve basata su giovani forti del panorama nazionale e internazionale.

Lukaku e i muscoli di cristallo

Discorso analogo lo si potrebbe fare per Romelu Lukaku, che all’Inter ha collezionato fin qui solo 5 presenze condite da 2 gol e un assist. Il centravanti belga è apparso 4 volte in Serie A e una volta in Champions League, per soli 7 minuti, mettendo insieme in totale 256 minuti. Il suo rientro a Milano è stato accolto con i crismi di una delle migliori operazioni della storia del calciomercato, ceduto un anno prima ad una cifra stratosferica (circa 115 milioni) e ripreso con la formula del prestito oneroso da 8 milioni più 4 di bonus. Un secondo matrimonio fortemente voluto da ambo le parti, dopo che la nuova parentesi al Chelsea non è stata produttiva per il nazionale belga. Fermatosi il 29 agosto per un infortunio alla coscia, Lukaku è stato fuori per ben 57 giorni, ma dopo aver giocato 22 minuti contro la Sampdoria qualche giorno fa si è nuovamente fermato per un problema al bicipite femorale. Un nuovo KO che inevitabilmente lo terrà lontano dai campi per altre settimane sollevando dubbi sulla sua attuale tenuta muscolare. Per fortuna di Inzaghi, Lautaro, Dzeko e il rientrato Correa non lo stanno facendo rimpiangere, ma considerato che con 12 milioni Lukaku è il più pagato in casa Inter, non è proprio il massimo della vita non averlo avuto quasi mai a disposizione.

De Ketelaere è il rifinitore giusto per Pioli?

Discorso a parte merita Charles De Ketelaere, promettente fantasista che il Milan ha rilevato in estate dal Club Bruges per 32 milioni di euro circa. Dopo gli addii di Calhanoglu prima e Kessié poi, i rossoneri erano alla ricerca di un elemento in grado di aggiungere qualità alle giocate, soprattutto sulla trequarti, e il nazionale belga sembrava essere l’elemento giusto per Stefano Pioli. Ad oggi, però, il ragazzo ha collezionato in tutto 752 minuti e un solo assist. Al di là delle valutazioni fatte dal club rossonero in sede di mercato, il ragazzo ad oggi si è dimostrato meno adatto di Brahim Diaz (che invece sta dando un migliore apporto in termini di manovra, gol e assist) ai dettami del mister. Chi gioca dietro la punta, infatti, per Pioli deve servire il terminale offensivo, ma anche fare pressing e aiutare i due mediani in fase di ripiegamento. De Ketelaere, invece, fin qui è parso essere più un rifinitore puro, una seconda punta senza quelle spiccate doti di partecipazione alle due fasi. Ovviamente, ci si può lavorare, al Milan lo stanno già facendo e lo faranno ancora, ma fino a quando non sarà pronto, è inevitabile che l’allenatore farà delle scelte diverse.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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