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2° DEG

Il RE depone la Corona

Dopo aver trascinato l’Inter allo scudetto, the “King of Milan” abdica, passando al Chelsea. Arricchisce se stesso ma anche la società neroazzurra in difficoltà.

Storia di un accordo irrinuciabile.

Secondo DEG

Il re depone la corona. Nella stagione in cui i tifosi dell Inter lo eleggono “King of Milano”, per aver trascinato la squadra a vincere lo scudetto dopo 11 anni, Romelu Lukaku abdica, dicendo a Simone Inzaghi che l’offerta del Chelsea è irrinunciabile.


In fondo i re, da tradizione, hanno sempre mirato ad allargare il proprio potere e il proprio prestigio. E il passaggio dall’Inter al Chelsea comporta un aumento delle sue entrate del 50 per cento (da 8 a circa 12 milioni l’anno) e alla possibilità di nuove occasioni di conquista.


È così dalla storia dei tempi, e spesso sono state le mamme regenti a indirizzare le scelte dei figli. Forse non fa eccezione Adolphine Bolingoli, la mamma di Romelu che spesso ha indicato la direzione al suo Principe, facendogli cambiare agente e – si dice – spingendolo a tornare a Londra.

È vero, Re Romelu – che non è solo un centravanti meraviglioso ma è anche un ragazzo sensibile e affettuoso – aveva dichiarato fedeltà al suo popolo (e anche al suo allenatore). Ma ora ci ha ripensato. Perché le novità nella vita portano spesso a una rivalutazione. È un fenomeno discutibile, ma assolutamente comprensibile. In fondo, tra i reali, non si pianificavano nozze ad hoc per ampliare i propri territori?

Nessuno scandalo, insomma: Lukaku è in linea con la storia e con la regola di seguire le migliori opportunità. Si lavora per chi offre di più. E il Chelsea, oltre a pagare benissimo, offre garanzie tecniche – ha appena vinto la Champions e continua a spendere – che l’Inter in difficoltà non può garantire.


E se l’inversione a U crea imbarazzo tecnico a Simone Inzaghi e al suo staff, a due settimane dal campionato, non credo abbia scontentato troppo Steven Zhang, che si vede porgere su un piatto 130 milioni tondi, utili per saldare il debito ancora in piedi col Manchester United (a cui deve ancora 45 milioni spalmati nei prossimi tre anni), e per rimpiazzare in qualche modo il centravanti.

Certo, il Re avrebbe potuto anche fare la scelta opposta e farsi paladino del popolo: far crescere ancora la squadra che ha portato allo scudetto; mantenere il ruolo di leader indiscutibile; dimostrare che non contano le altre defezioni a corte – Conte, Hakimi, oltre ad Eriksen – quando il trono e’ saldo. Ma sarebbe stata una scelta passionale, emotiva, virtuosa. E non la so può mica pretendere.
E lo stesso poteva fare la società: rifiutare il tesoro e far valere il contratto.


L’orgoglio, al contrario, riporta Romelu a Londra per la terza volta. Nelle prime due occasioni – a 18 e 20 anni – le cose erano andate male. Zero gol segnati, nelle 10 presenze complessive. Una miseria, con la cessione e l’etichetta di giocatore non all’altezza.


Adesso non solo il Chelsea lo rivuole, ma è pronto a pagarlo come nessuno è mai stato pagato in premier. Facendo intascare all’Inter una cifra inedita per la serie A. 
Romelu torna in premier, per dimostrare di poter fare la differenza pure lì. 


Per farlo, abbandona l’Inter, ma se vogliamo, nello stesso tempo permette il risanamento economico. Simone Inzaghi, che aveva scelto di lasciare la Lazio per avere maggiori chance e qualche giocatore in più, si trova di nuovo a dover lavorare su una rosa imperfetta. Ma il castello è al sicuro, bisogna solo fortificarlo.


Il Re è decaduto, è l’ora di pensare alla successione.

Secondo DEG

Libero pensatore e opinionista di Sky, soprattutto libero, a tratti pensatore.

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