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2° DEG

Italia all’Europeo: storia di amore a di amicizie

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SecondoDEG l’arma in più della nazionale sono stati i legami fuori dal campo. Il gioco, le coppie e la forza del gruppo.

Chi trova un amico trova un tesoro. Quindi ci sta che, se ne trovi tanti, il bottino diventi il titolo di campione d’Europa.
Il segreto dell’Italia, assieme a un gioco convincente, è stato quello: il grande legame, che ha fatto sì che, quel gruppo fosse una squadra ancora prima di scendere in campo. Che si volesse bene e si aiutasse per il piacere di stare insieme.

Un’arma segreta niente male, ma nemmeno studiata: per Mancini è sempre stato così; si era portato dietro, alla Lazio, colleghi e manovalanza varia della Samp; all’Inter lo hanno accompagnato alcuni compagni scudetto della Lazio; e in nazionale il suo staff è composto da 6 ex blucerchiati, uno dei quali Luca Vialli, è stato il gemello non solo dell’attacco doriano, ma anche di gran parte del tempo libero passato a Genova.
Se funziona il rapporto quotidiano, di conseguenza ci si aiuterà in campo: questo e’ l’effetto. Anche se il Mancio non fa questa scelta seguendo una precisa strategia. Lo fa semplicemente per stare bene: se è circondato di amici si sente al sicuro, e ovunque ha avuto una consistente Corte al seguito.

L’abbraccio con Vialli a fine torneo ha fatto il giro del web. E li non c’è solo la gioia per aver ottenuto un risultato. Dentro c’è la storia, ci sono i trascorsi, c’è la vita.

È il binomio più in vista dell’Italia campione, ma mica l’unico.

Nel gioco delle coppie, spicca quella che lega Lorenzo Insigne a Ciro Immobile, anche loro amici da una vita, dai tempi del Pescara di Zeman (con Verratti), dove Ciro ha pure trovato moglie, passando per la nazionale Under 21 dove, come sempre, Lorenzo faceva fare gol a Ciro.
All’europeo, in realtà, questo è accaduto meno. Immobile ha fatto due gol, nelle prime due, e poi si è inceppato. Bloccato anche da una manovra che prevede più il palleggio del pallone in profondità, col quale Ciro sa dare il meglio.  Lorenzo ci ha provato a innescarlo, nella finale con l’Inghilterra, uscendo un po’ dalle trame studiate. Questione di amicizia, ma il gioco non è decollato. Tanto che Ciro, la Scarpa d’Oro di un anno fa, 36 gol in un solo campionato di A, e’ diventato il bersaglio da social, alla stregua di uno che i gol non li sa fare. Che pena…

E sebbene non si siano dubbi che il gioco del Mancio per Ciro non sia il massimo, la presenza del centravanti è stata fondamentale. Anche in campo, dove, secondo Fabio Capello “il lavoro di Immobile è stato pazzesco. Ho seguito con attenzione le sue partite, e sono state un continuo di scatti in avanti e indietro per dettare i passaggi. Fatica e generosità”. Prezioso in campo e ancora di più fuori, dove, sempre con Insigne, ha vivacizzato il ritiro azzurro che le sue play list musicali e pubblicizzando la ormai famosa “Ma quale dieta”, canzone popolare napoletana diventata inno dello spogliatoio, è scandita da tutti. Non solo da quelli avvezzi alla pronuncia, ma pure dagli stonati e dagli inconsapevoli… Miracoli, appunto, della amicizia.

Ma a proposito di tandem, si può forse trascurare quello dei centrali della difesa? I due vecchi che qualcuno voleva vicino alla pensione e che invece hanno rappresentato una garanzia per la squadra? Bonucci e Chiellini, la mente e il braccio, sono stati certamente i migliori interpreti del ruolo nell’Europeo. Ma se la loro bravura è innegabile, è indubbio che insieme si completino e diano ancora di più. Bonucci oltre a difendere fa ripartire l’azione, Chiellini mette una pezza dove non arriva, appunto, il suo amico. Con la Juve avevano già vinto scudetti in serie, ora hanno portato il successo in nazionale, tanto da stimolare, vista la carta di identità di Chiello – il 14 agosto ne fa 37 – la domanda per i mondiali del Qatar, in programma tra 16 mesi.

“Non so nemmeno se starò in piedi – scherza Giorgio – e se meriterò di essere chiamato…”
“Non vi preoccupate – interviene Bonucci, chiudendo il varco, solito tempismo di coppia – tanto ora andiamo in vacanza insieme e lo convinco io”.

Nel gioco delle coppie, però, non si può dimenticare quella alternativa, formata da Jorginho, nato in Brasile ma italiano per un trisavolo, e Donnarumma, napoletano e chiassoso. Il primo ha appena bissato con l’Europeo il successo in Champions League con il Chelsea. Il secondo, schiaffeggiando rigori contro Spagna e Inghilterra ha deciso semifinale e finale di questo Europeo. Sono legittimamente candidati al Pallone d’Oro.
Dopo Lev Yashin, nel 1963, Donnarumma potrebbe interrompere questa particolare dieta portieri.

Perché appunto, dopo l’Europeo, sono ripartiti fianco a fianco verso la Sardegna. Come si fa a perdere, quando c’è un’intesa così?!

Poi, certo, ci sono le doti. L’Italia esclusa dal mondo e riportata da Mancini sul tetto dell’Europa, all’improvviso propone DUE candidati al Pallone d’Oro: l’ultima strana coppia della nostra selezione. Jorginho, nato in Brasile ma italiano per un trisavolo, ha appena bissato con l’Europeo il successo in Champions League con il Chelsea. “In effetti, nessuno ha vinto quanto me in Europa, anche se riguardo all’abilità ci sono certamente giocatori più bravi…”. Umile e taciturno. Altro carattere rispetto all’altro pretendente, che invece è napoletano è piuttosto chiassoso. Donnarumma, schiaffeggiando rigori contro Spagna e Inghilterra ha praticamente deciso semifinale e finale dell‘Europeo. Per questo, dopo Lev Yashin nel 1963, potrebbe far tornare il Pallone d’Oro tra i guanti di un portiere. Interrompendo, per il ruolo, una vera e propria dieta.

“Ma quale dieta,
m piacn e polpett,
M piac a cotolett,
Aggia magnat e quattro, 
e teng famm, so le sett”

Per la traduzione, chiedere a Gigio in persona. È stato l’azzurro che negli spogliatoi o sul pullman, l’ha cantata di più, in coro oppure da solo, e sempre in maniera intonata. In fondo, sta canzuncella, mica gli ha portato male!

Fuori dal campo.

Libero pensatore e opinionista di Sky, soprattutto libero, a tratti pensatore.

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