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SI È SPENTA LA LUCE

Per andare al mondiale, di nuovo l’incubo playoff per l’Italia.

È tornato il buio e il successo all’Europeo non conta più.

Ma c’è tempo per rimediare: vediamo come.

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All’improvviso fa tutto schifo. Di nuovo siamo in crisi, si riparla di mancanza di talento, non c’è il centravanti ma manco il gioco per innescarlo.

All’improvviso tutta l’euforia di questa estate è dimenticata, evaporata, senza giustificazione. L’europeo vinto non conta e c’è solo da raccogliere le macerie.

Certo la mancata qualificazione ai mondiali e l’obbligo a passare attraverso i playoff, dopo la mazzata di quattro anni fa, è una batosta impossibile da accettare. Ma le basi per rimediare ci sono: basta lavorarci sopra e farlo in fretta prima del marzo in cui ci giocheremo tutto.

Quattro mesi per lavorare sodo, scegliendo per bene i temi da affrontare:

  1. scegliamo un centravanti e facciamo in modo che funzioni. Le ultime due partite senza Immobile hanno dimostrato che non sia lui il problema. Nessuna occasione da gol per il numero 9, a prescindere dal nome, e manovra troppo poco verticale per assistere la prima punta. Immobile è una scarpa d’oro, in serie A fa più gol di tutti. Possiamo serenamente puntare su di lui, ma facendo in modo che possa sfruttare la profondità. Tanto un attaccante che faccia da regista offensivo e che giochi bene spalle alla porta, attualmente, non c’è. Quindi sfruttiamo al massimo il capitale a disposizione. Che non è affatto misero.
  2. Scegliere con attenzione la punta alternativa. Inutile la alternanza tra Belotti, Raspadori e Scamacca, dopo l’ipotesi Caputo. Meglio dare fiducia a uno, possibilmente giovane, per avere non solo un’arma da portare in panchina, ma anche un ponte affacciato sul futuro. Meglio Scamacca di Belotti, tagliando corto. Per freschezza fisica, tecnica e centimetri. In modo da avere a disposizione anche una variabile tattica, per cambiare le partite.
  3. Mettere in condizione i giocatori (non solo Immobile) di rendere come nelle squadre di Club. Barella ad esempio sembra il parente povero dell’aristocratico centrocampista dell’Inter, che aggiunge qualità alla straripante energia. Toccando più palloni ed essendo sempre nel centro del gioco. Se le nostre stelle in nazionale fanno peggio, una responsabilità di gestione diventa visibile
  4. Farsi aiutare dalle info fornite dalla serie A. Se qualcuno dei campioni d’Europa attraversa un momento di appannamento (Locatelli? Insigne? lo stesso Barella?), non esitare a premiare chi invece sta andando forte, o sia stimolato da un momento particolarmente fortunato. Lorenzo Pellegrini, ad esempio, non aveva mai cominciato la stagione così bene. E dimenticando la gratitudine per chi ha appena vinto, è sempre utile sfruttare chi – per forma fisica o semplicemente per combinazione astrale – ha un momento di straordinaria confidenza col successo personale
  5. Ripartire dall’umiltà che ci ha portato a vincere l’Europeo partendo da outsider. Solo non dando le cose per scontate, si riesce ad affrontarle con umiltà e piena applicazione. Il bagno di folla post europeo, la convinzione di essere tornati al top, ha probabilmente favorito una certa mollezza in avvio di stagione. Non può essere un caso, il fatto che appena vinto l’europeo sia caduta la lunga imbattibilita’ (sconfitta con la Spagna) e siano arrivati i passi falsi con Bulgaria, Svizzera e Irlanda del Nord. Quattro indizi fanno più di una prova.

Insomma, testa bassa e lavorare. Ci sono quattro mesi di tempo per trovare gli strumenti adatti a raddrizzare la situazione. E due partite secche da vincere: una contro una, non teste di serie (l’Italia lo è) e poi la finale contro chi avrà vinto l’altra sfida del quadrangolare a sorteggio (saranno tre quadrangolari, per tre qualificate su 12 nazionali europee).

Stefano de Grandis, 2° Deg

Due sfide secca (la prima in casa, la seconda a sorteggio), da vincere. Come abbiamo fatto all’Europeo.

Recuperando quello spirito e riverniciando una carrozzeria che in pochi mesi ha perso luminosità e brillantezza.

Si può fare, ma senza dire, per cortesia, ce la faremo sicuramente.

Stefano De Grandis, 2° DEG

Libero pensatore e opinionista di Sky, soprattutto libero, a tratti pensatore.

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