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2° DEG

LA PROVA DEL 9

Via Ronaldo, si esaltano  gli attaccanti della serie A

Immobile  si rifà dopo l’Europeo: fenomenale anche nel 433

Bene Giroud, Abraham e Correa, Squillo Petagna

All’appello manca solo la Juve: cercasi centravanti

SECONDO DEG

Via Ronaldo, la serie A continua a produrre gol: sono 30 nella seconda giornata. Quindi tre a partita, sebbene la media sia inquinata non solo dallo 0-0 tra Sassuolo e Sampdoria, ma anche dal digiuno della squadra da gol per eccellenza, cioè l’Atalanta.

Si segna molto e funziona a meraviglia il gioco dei 9, in cu la fa da padrone Ciro Immobile, che sulla maglia ha il 17 ma incarna più di tutti il ruolo del centravanti rabbioso e affamato.

Dopo un Europeo in cui si è dovuto tappare le orecchie per non sentire le chiacchiere a caso di chi non aspettava altro (“non sa giocare a calcio… non né da nazionale… l’Italia gioca in dieci…”), lui ha regolato i conti in una sola partita. E come centravanti del 433, certamente un modulo poco adatto alle sue caratteristiche; certamente lo stesso modulo della nazionale. 

Ciro ha buttato dentro la prima palla verticale di Pedro con lo scavetto; poi ha bissato di collo pieno da fuori area;  e poi di testa: repertorio concreto e insulti redistruibuiti, metaforicamente, lungo tutto il web. 

Chiaro che i complimenti vadano divisi con Sarri – che prevede assieme al palleggio della squadra, anche imbucate in profondità – e con i piedi sensibili dei suoi compagni della Lazio. Ma fatevene una ragione: Immobile giocherà ancora nella nostra nazionale

A proposito di 9, Giroud ha chiesto e ottenuto quella maglia del Milan. Sebbene da quelle parti, dopo Pippo Inzaghi (126 in 300 partite), tutti abbiano fallito. Sia Pato (ottimo col 7, sempre infortunato col 9 ereditato da Pippo), sia gli altri, anche eccellenti, che si sono succeduti. Male matri, El nino Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula, Andre Silva e persino Higuain, prima di Piatek e Mandzukic…

Datemi quella maglia, tanto conta la capacità e non la cabala”, ha tagliato corto Giroud. E una volta indossata, ha fatto due gol alla prima a San Siro. Davanti a tifosi che possono non essere teneri. Chapeau (si puo dire, tanto è francese). Ma quale scaramanzia ?!

Correa non è un 9. E nemmeno un 10. Al massimo un 9,5, come Platini definì Roberto Baggio. Ma 9,5 è il voto che si prende Correa al suo debutto con l’Inter.

Appena arrivato, con un paio di allenamenti coi nuovi compagni nelle gambe, doveva essere lo Special Guest dell’Inter a Verona. Infatti entra quando la festa è quasi finita, al 75’ ma sul risultato di parità. Eppure quando  sale sul palco,  suoi numeri cambiano la serata: un gol di testa (inedito assoluto), uno di sinistro da fuori area, e tante giocate di qualità. L’Inter ha pescato il jolly, e Correa si è giocato il suo all’esordio. Il debutto dei sogni.

Nella Roma, arriva il primo sigillo di Tammy Abraham, il centravanti fortemente voluto da Mourinho, dopo la partenza di Dzeko. Per convincerlo (Tammy era attratto dall’Arsenal),  Mou ha spedito a Londra il suo ds Tiago Pinto. Per questo, con i 45 milioni investiti,  la Roma alla fine è stata la società di serie A che ha speso di più

La risposta non si è fatta attendere. Ecco  Il primo gol nella Roma, ma anche una presenza pesantissima al centro di un attacco che ha funzionato a meraviglia.

190 centimetri di altezza, tecnica di livello, capacità di giocare per gli altri e di essere riferimento di una manovra corale.  

Tammy, veloce e solido, fa paura fisicamente, ma è l’attacco della Roma a intimorire per la sua ricchezza. Con Abraham, Zaniolo, Pellegrini e Mkhitarian. Ma anche con Shomurodov, Carles Perez,El Shaarawy e il giovane zalevski in alternativa. Tante frecce a disposizione di Mou che, di fatto, ha cambiato il clima all’interno della Roma. Che era forte pure un anno fa. Ma ora ci crede molto di più. 

Mourinho ha preteso il suo numero centravanti, mentre il Napoli ne ha praticamente cancellato uno dalla sua rosa. Petagna è stato sul mercato per tutta l’estate, e ci è restato anche nel momento in cui Osimhen, il tiutolare del ruolo,  si è fatto buttare fuori alla prima di campionato. Vicino alla Samp, Petagna è andato in panchina, anche se il Napoli non avevanessuna punta centrale a disposizione. Dentro Insigne come falso 9, e poi con la squadra impantanata nel pari a Genova, spazio a Ounas, un’altra ala,  come  primo cambio.

Petagna è entrato per disperazione a 8 minuti dalla fine. E ha capitalizzato quella porzione di tempo per segnare di testa (essendo l’attaccante più alto), per scatenare la sua rabbia, per chiedere a brutto muso perché questo tipo di trattamento. 

“Lui sapeva che lo avrei potuto buttare dentro. E ha fatto gol perché è un professionista”, ha spiegato Spalletti. Che comunque lo lascerà andare lo stesso. Alla Sampdoria, ai cui tifosi ha regalato il primo urlo. A Marassi, e stendendo il Genoa

Via Ronaldo, si diceva, al gioco dei 9 non ha partecipato proprio la Juve. Che si è presentata contro l’Empoli senza centravanti. Morata – che comunque preferisce partire da lontano e colpire in progressione – ha cominciato in panca. Al centro ha giocato Dybala, con Chiesa a destra e addirittura McKennie a sinistra.

Niente centravanti, niente prima punta, niente possibilità di alzare la palla per il colpo di testa.

Certo, c’era da gestire la prima senza  Ronaldo, ma proprio il pragmatico Allegri si affida all’improvvisazione?! Nel momento della difficoltà, aggiunge il difensore Danilo come play maker e lascia in panca Locatelli, cioè l’unico colpo di mercato? 

Strano. Forse è un segnale per dire: siamo corti, e comunque a noi serve un 9 vero. Ma vedere in campo la Juve dei sette nani nella giornata in cui ovunque (stavo dimenticando Vlahovic!) spiccano dappertutto i centravanti, fa un po’ impressione. 

Siamo solo alla seconda, il campionato non solo non ha scritto la storia, non ha neanche gettato le premesse. Ma certo, che si mostrasse monca La società storicamente più apprezzata d’Italia era difficile aspettarselo

In un campionato che, attualmente, appare senza un reale padrone e quindi divertentissimo.

Almeno SecondoDeg

SecondoDeg

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Libero pensatore e opinionista di Sky, soprattutto libero, a tratti pensatore.

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