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2° DEG

Rifacciamoci il trucco

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L’Italia resta forte anche dopo la sconfitta in Nations League, ma per il mondiale non basta: inseriamo i nuovi talenti in prospettiva Qatar.

Secondo DEG

Per cominciare, allontaniamo i fantasmi: siamo ancora forti. Anche se dopo 37 partite abbiamo perso. Anche se sul piano del gioco siamo stati spesso dominati. E anche se abbiamo ceduto il passo in casa e a San Siro, che è sempre stato un fortino, visto che l’ultimo tonfo risaliva a quasi 100 anni fa, Italia-Ungheria 1-2, il 18 gennaio del 1925…

Siamo forti perché comunque, seppure subendo nel primo tempo il palleggio della Spagna, che resta maestra in questo fondamentale, potevamo pure chiudere la prima frazione in pareggio, giocato bene nel finale, con la grande occasione di Insigne e col palo di Bernardeschi. 

E siamo forti perché seppure in 10 per una sciocchezza di Bonucci dalla fine del primo tempo, non solo non siamo stati presi a pallate da una Spagna che sta tornando grande, ma abbiamo addirittura segnato un gol e sperato nel 2-2 finale.

Siamo forti, si. Ma restiamo più lenti degli altri nella capacità di rinnovarci, cosa necessaria anche dopo un trionfo. All’Europeo, in fondo, avevamo vinto anche mostrando qualche difetto: avevamo sofferto contro l’Austria; potevamo uscire dalla competizione contro la Spagna e – in ogni caso – abbiamo avuto la meglio per due volte ai calci di rigore.

Quindi grande Europeo, ma viatico per vincere il Mondiale, forse no. E questo è il tempo per trovare qualcosa che ci faccia crescere in vista di quell’evento.

Guardiamo la Spagna: certo, agli Europei è stata eliminata proprio da noi. Ma poteva pure batterci. Eppure, Luis Enrique non ha smesso di puntare sui talenti piu’ giovani. Anzi, approfittando delle assenze di Morata e Gerard Moreno, ha cominciato a studiare come potenziare il settore che all’Europeo ha funzionato meno: infilando in attacco una serie di ragazzini talentuosi e riciclando il falso nueve, stavolta Ferran Torres, che a 21 anni in nazionale vola e che all’Italia ha rifilato una gran doppietta. 

Lui già c’era all’Europeo, ma contro l’Italia ha cambiato ruolo. Mentre un’altra comitiva di ragazzini ha dato spettacolo. In campo si sono visti anche Gavi (17 anni) e  Yeremi Pino (19) e Gil (20), mentre Pedri, 18 anni, è già stato già una sorpresa all’Europeo.

Ecco, se Mancini vuole arrivare al mondiale con forse fresche ma anche già rodate, deve dar via al ricambio già da adesso. Dopo una vittoria, certo. Quando i titolari sono ancora forti, certo. Ma trovando le alternative per quando sarà necessario sostituirli.

Prendiamo Tonali, ad esempio. E’ arrivato al Milan spinto dalle migliori referenze e ha fatto fatica. Ma ora sembra Demetrio Albertini giovane ed è un 2000. Ecco: lui DEVE entrare subito a far parte della nazionale. In modo che, quando i titolari soffrono, una volta di più, il palleggio della Spagna, abbiamo un fenomenale rubapalloni capace però di far ripartire l’azione.

Non un titolare assoluto, intendiamoci, perché Jorginho resta un insostituibile. Ma un giovane pronto. Esattamente come i ragazzini spagnoli che non solo non hanno sofferto alcun tipo di emozione, ma hanno anche saputo fare la differenza. E con i grandi, lasciando da parte la Under 21 che DEVE servire formarli, ma senza poi fare concorrenza alla nazionale maggiore per la loro convocazione.

Servono innesti a rinfrescare una squadra che ha dimostrato di saper vincere. Visto che a centrocampo abbiamo ragazzi di livello internazionale come Jorginho e Verratti; perché Barella prima o poi diventerà fondamentale e continuo come nell’Inter; e perché le alternative si chiamano Locatelli – uno che si fa fatica a lasciare fiori per gamba, fisico e applicazione – Pessina, ora fermo per infortunio, e perché no Lorenzo Pellegrini, che il cittì vede più offensivo degli altri centrocampisti, ma che questa abitudine al gol la può anche mantenere partendo dalla zona mediana 

Stiamo correndo ma dobbiamo riempire il serbatoio.

Anche se Chiesa dimostra di avere sempre il pieno, di saper spaccare e difese, di poter far male pure in dieci alla Spagna che lo vuole venire a prendere alto. Ma se a Chiesa riesci ad aggiungere Zaniolo, altro ventunenne, anche lui in possesso di uno strappo formidabile, non hai sia un ricambio per Chiesa che la possibilità di montare un bimotore? 

Certo, a portare Zaniolo in nazionale quando manco giocava in serie A è stato Mancini. E’ vero pure che Zaniolo è reduce da un lungo stop e in questo momento non è nelle migliori condizioni. Ma se vogliamo avere tutte le risorse pronte per il prossimo mondiale, il rodaggio dobbiamo farglielo fare adesso.

Non conta che sulle fasce possano giocare, oltre a Insigne, Berardi, Kean e Bernardeschi. Se ne hai tanti puoi trovare la soluzione migliore. Però se quando è assente Immobile come contro la Spagna oppure lo vuoi sostituire in partita utilizzxi al centro dell’attacco le tue ali adattate, allora forse hai un punto debole. Soprttutto se Bernardeschi oppure  Insigne non risolvono la tua voglia di centravanti. E se Kean continua a piacerti di più quando parte largo, allora è adesso che devi formare i numeri 9 da mandare in Qatar tra poco più di un anno. 

Ovvio che Immobile vada rispettato: con la Lazio è una macchina da gol e se lo metti in condizione di sfruttare spazio in verticale resta un centravanti micidiale. Ma se non riesci ad alternare il palleggio ai palloni in verticale (con la Spagna è accaduto, e Ciro sarebbe stato utilissimo) e’ adesso che devi cercare un cetravanti tutto nuovo. Uno tra Raspadori, Scamacca  o, perché no?, questo Lorenzo Lucca che fa sfracelli in serie B, 6 gol in 7 partite col Pisa.

“E’ vero, mi asomiglia”, garantisce Luca Toni, guardando questo centravanti di due metri, farsi spazio in verticale e chiudendo di potenza. Anche lui è del 2000, anche lui già azzurro under 21. Ma soprattutto ha un fisico, appunto, alla Toni che sapeva giocare spalle alla porta  che un mondiale lo ha pure vinto. Non sarebbe il caso di capire se in prospettica sia il profilo che manca?

Qualche tassello manca, e allora dai, cerchiamolo. Persino dietro, dove siamo maestri e sappiamo chiudere gli spazi a quelli che provano a metterci sotto.

L’Europeo lo abbiamo vinto con una difesa fantastica: accanto al solito esuberante Chiellini è stato super anche Bonucci, restaurando antiche garanzie juventine. Il problema, e ne abbiamo avuta la riprova contro la Spagna, è che Chiellini fa giocare bene tutti, ma nessuno regge la scena senza di lui.

Bastoni è giovane e sta crescendo anche in personalità, dopo lo scudetto vinto con l’Inter. Ma né lui né Acerbi, alternativi alla coppia dei titolari, hanno il furore agonistico e la capacità di marcare di Chiellini. E lo stesso vale per Mancini e Toloi, gli altri difensori centrali del giro azzurro. In marcatura, qualcosa ci manca e Chiellini non può mancare mai. Può essere un bene, a trentasette anni?…

Libero pensatore e opinionista di Sky, soprattutto libero, a tratti pensatore.

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