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Tennis

Peng Shuai, la tennista cinese scompare dopo le accuse di stupro all’ex vicepremier

Peng Shuai, aggiornamento del 19 Novembre 2021: dopo l’intervento della Osaka che ha chiesto verità e giustizia in favore della collega, il social cinese Weibo oscura il canale di Naomi Osaka.

18 Novembre 2021: un media pubblica una eMail di Peng Shuai al WTA, ma la WTA ha rilasciato un comunicato con i dubbi del CEO Steve Simon sulla veridicità del messaggio.

17 Novembre 2021: cresce la preoccupazione per la tennista scomparsa. Anche Naomi Osaka ha pubblicato sul suo twitter l’hashtag #WhereisPengShui, sottolineando che la censura non va mai bene, a qualsiasi costo.

La sua accusa è stata la prima contro un importante funzionario del governo da quando il movimento #MeToo ha preso piede in Cina nel 2018 prima di essere ampiamente represso dalle autorità lo stesso anno. Quando è stato chiesto durante un briefing quotidiano lunedì sulle accuse di Peng, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha dichiarato: “Non ho sentito parlare della questione e non è una questione diplomatica“.

In risposta a un’altra domanda durante il briefing quotidiano di mercoledì, Zhao ha affermato di non essere a conoscenza della situazione di Peng.

“Pensa che il portavoce del ministero degli Esteri cinese sia onnipotente?” Zhao ha chiesto a un giornalista. “Ti suggerisco di fare questa domanda alle autorità competenti”.

La storia

La prima tennista cinese ad aver raggiunto la vetta di una graduatoria internazionale, Peng Shuai, non dà sue notizie dal 2 novembre, quando ha accusato pubblicamente di stupro l’ex vicepremier del governo di Pechino, Zhang Gaoli. Una vicenda che sta suscitando allarme nel mondo del tennis e ha dato il via a una campagna di pressione internazionale per sapere dove si trovi l’atleta.

Peng Shuai, accuse gravissime e censura immediata

Tutto è cominciato circa due settimane fa, quando la 35enne Peng ha pubblicato su Weibo, il più popolare social cinese, un lungo e drammatico post. Nel suo resoconto l’atleta ha parlato del suo rapporto con il potente uomo politico, 75 anni e oggi in pensione.
Secondo quanto riportato nel messaggio, Zhang avrebbe avvicinato e violentato Peng nel 2007, dopo averla invitata a una partita di tennis, costringendola poi a una lunga relazione durata a intermittenza fino al 2018. La tennista ammette di non poter provare quelle accuse, ma afferma di non volere comunque più nascondere la sua drammatica esperienza.
Il post è stato rimosso dal sito una ventina di minuti dopo la sua pubblicazione. Screenshot del testo hanno però continuato a circolare, tanto che la censura cinese ha bloccato per ore le ricerche in rete del nome di Peng, di Zhang e persino della parola “tennis”.

#WhereIsPengShuai, la mobilitazione su Twitter

Difficile comunque far passare il caso sotto silenzio, vista la gravità delle accuse e i protagonisti coinvolti. Peng è stata una figura popolarissima dello sport cinese, nr. 1 del ranking WTA nel doppio tra il 2013 e il 2014. Zhang è invece un fedelissimo del premier cinese Xi Jinping, ed è stato membro del Comitato permanente del Politburo dal 2013 al 2018.
Per questo, e per la scomposta reazione della censura governativa, c’è molta preoccupazione per le sorti della tennista. Su Twitter molte colleghe hanno lanciato l’hashtag #WhereIsPengShuai per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sua scomparsa. Anche la WTA è intervenuta sulla vicenda, con un comunicato in cui chiede un’investigazione approfondita, trasparente e senza censure sulle accuse mosse dall’atleta e ribadisce come le priorità dell’organizzazione siano la salute e la sicurezza delle sue giocatrici.
Finora, però, il muro del silenzio cinese non ha dato segni di cedimento.

Mi piace lo sport, ma scrivo soprattutto di tennis e di basket.

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