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CALCIO

Plusvalenze e Ronaldo: il giallo delle retribuzioni arretrate (e i punti caldi dell’inchiesta sulla Juve)

Tra plusvalenze fasulle e una misteriosa “carta privata” relativa a Cristiano Ronaldo, l’indagine della Procura di Torino sui conti della Juventus continua a far tremare il calcio italiano. Sono al momento sette gli indagati nell’ambito dell’inchiesta Prisma, che intende fare luce su presunte violazioni finanziarie del club bianconero effettuate maggiorando il valore di giocatori ceduti o scambiati con altri club per generare false plusvalenze. Un sistema che negli ultimi tre anni ha generato a bilancio 282 milioni di euro. Fondi utili per coprire le perdite ma che gli inquirenti ritengono gonfiati fraudolentemente.

Ronaldo, il giallo della carta “che non dovrebbe esistere”

Le accuse, per cui hanno ricevuto avvisi di garanzia anche Agnelli, Nedved e Paratici, sono di falso in bilancio, false comunicazioni di società quotata in borsa e falsa fatturazione.
Ma negli ultimi giorni l’attenzione degli investigatori si è concentrata soprattutto sulla ricerca di una scrittura privata sottoscritta con CR7. Carta che, secondo un’intercettazione che coinvolge il ds della Juventus, Cherubini, “non dovrebbe esistere”, e di cui non si conosce il contenuto. L’ipotesi è che possa riguardare il pagamento degli stipendi arretrati del portoghese, o il suo passaggio al Manchester United.
Il documento non è emerso nonostante due perquisizioni effettuate per rintracciarlo, e nessuno dei testimoni ascoltati finora ha fornito riscontri a riguardo. Tanto che, per venire a capo del “giallo”, la procura potrebbe sentire direttamente Ronaldo o, più probabilmente, il suo agente Mendes.

Caso plusvalenze, cosa rischia la Juventus?

I pm torinesi puntano a chiudere le indagini verso febbraio. A quel punto si conoscerà il destino dell’inchiesta, di cui la Procura della Figc ha già richiesto di esaminare le carte.
I rischi penali per gli indagati, in caso di conferma delle accuse nei loro confronti, variano a seconda dei reati che verranno loro contestati. Sono meno chiari invece quelli che corre la Juventus dal punto di vista sportivo. In situazioni analoghe raramente si è deciso per penalizzazioni significative, data l’assenza di criteri oggettivi per stabilire la “corretta” valutazione economica di un giocatore. Più probabile che i giudici federali si concentrino sulle violazioni delle normative sulla gestione economica dei club, per cui la sanzione prevista è un’ammenda con diffida.
Lo scenario più grave si verificherebbe se la società venisse accusata di illeciti al fine di partecipare a una competizione a cui non avrebbe potuto essere ammessa. In quel caso si potrebbe addirittura arrivare all’esclusione della Juve dal campionato. Si tratta però di un’ipotesi estrema e improbabile, a meno di inaspettati e clamorosi sviluppi dell’indagine.

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