Connect with us

2° DEG

Serie A: i nuovi pretendenti

serie-a-squadre-marcatori-Vlahovic

Cambiano le gerarchie, ma anche i protagonisti: ecco le carte delle squadre in fuga.

Secondo DEG

Ad eccitare sono le novità. Sempre. L’abitudine annoia, ma da questo punto di vista la serie A partiva in vantaggio dopo l’addio, certamente traumatico, di Lukaku e CR7. Via i personaggi più pesanti; via i campioni più acclamati (col permesso di Ibra, che ha avuto tanto da fare coi suoi infortuni); via i primi due cannonieri della stagione passata (primo Cristiano, secondo Romelu). Già partendo da qui, chiaro, ci si poteva aspettare un automatico cambiamento.

E in effetti, questa, sembra una serie A davvero insolita.

Secondo Deg

Intanto non c’è la Juve in testa. Anzi, non è che la Juve non sia prima: è proprio seppellita dai suoi problemi. Un punto in tre partite; -8 dal vertice, un portiere che non ne prende una; e un allenatore bravo come Allegri che non ha ancora capito dove deve mettere le mani. Siamo solo alla terza – sia chiaro – e già nel 2015-2016, nella stessa condizione,

Allegri vinse poi il campionato con la Juve. Ma servono le idee chiare che ancora non ci sono: difesa a tre o a quattro? De Ligt è un pilastro della squadra o un giovane da far crescere? Bisogna costruire attorno a Chiesa e Dybala o bisogna prima inventarsi un centrocampo degno?

Il lavoro è lungo e articolato, e Allegri troverà certamente la chiave. Il dubbio è che lassù, dove adesso corrono, siano tutti disposti a diminuire la velocità.

Serie A: la fuga a tre squadre: Napoli, Milan e Roma a punteggio pieno

Per ora la fuga è a tre: Napoli, Milan e Roma a punteggio pieno, e tutte diversamente molto competitive.

Il Napoli è in testa dopo un mercato low cost. Ha speso 400 mila euro per Anguissa e Juan Jesus, concentrando lo sforzo semplicemente nel non perdere i campioni in rosa. C’era stata la tentazione di lasciare andar via Koulibaly, ma alla sola idea, Spalletti ha speso tutte le parole possibili per far cambiare idea a De Laurentiis… non si è incatenato davanti alla sede della società, ma a parte quello non ha lasciato nulla di intentato, e alla fine ha vinto. Prima quella battaglia, poi le prime tre di campionato, l’ultima delle quali proprio contro la Juve e in rimonta. E chi ha segnato il gol decisivo? Koulibaly, appunto.

Ecco: la novità del Napoli – Spalletti a parte – è proprio KK, tornato straripante come nelle stagioni che hanno preceduto l’ultima, piuttosto opaca. Contro la Juve ha prima sovrastato fisicamente gli attaccanti della Juve, e poi è andato a decidere la partita, segnando in occasione di un calcio d’angolo. Lui non è proprio il nuovo abito del Napoli, ma certamente una coperta che mai smetterà di riscaldarti.

Nemmeno quello del Milan è un nome nuovo di zecca, ma è la luce ad essere completamente diversa. Finalmente Tonali sta diventando il giocatore che stavamo aspettando. Lo avevano paragonato a Pirlo, forse per stazza e taglio di capelli, e lui – intelligente e umile – aveva velocemente corretto: “Semmai mi sento più un Gattuso”, per sottolineare le proprie doti di combattente, rispetto a quelle prettamente tecniche.

Ora, concluso il rodaggio della prima stagione milanista, possiamo trovare il più felice dei compromessi: un po’ Pirlo (non troppo) e qualcosa di più di Gattuso (con piede più raffinato). Così da mettere in moto un prototipo che sarà prezioso per la nostra nazionale. Una riserva di energia, capace di rompere le azioni avversarie e di ripartire (come contro la Lazio). Ma con lancio, conclusione e capacità nei calci da fermo. Doti che lo disinseriscono, automaticamente, dalla categoria degli operai.

Chiaro che della Roma vada citato Mourinho, che torna in serie A dopo il triplete con l’Inter, e che da solo rappresenta per il nostro campionato la novità più affascinante. Ha capito in un attimo quali fossero le corde per stimolare passione e attaccamento della tifoseria e non a caso, dopo il gol vittoria allo scadere contro il Sassuolo, si è lasciato andare a una corsa stile Mazzone sotto la curva giallorossa. Ma se devo pensare a un pesante innesto tecnico dopo la terza giornata, come faccio a non citare Rui Patricio? 

Dopo la cessione di un fenomeno come Alisson per 80 milioni di euro, la Roma ha cercato affannosamente un sostituto. Acquistando prima Olsen e poi Pau Lopez, ma alternando in porta ache Mirante e Fuzato, senza però mai trovare soddisfazione. Mourinho, guarda caso, ha inserito proprio Rui Patricio al primo posto nella lista della spesa. Perché lo conosceva bene – portoghese come lui – e perché sa che le grandi squadre vanno costruite assicurando prima le basi.

Se sull’affare qualcuno conservava dubbi, contro il Sassuolo sono volati via tutti, assieme alla figura del portiere – formato valanga – decisivo nei suoi volteggi nel finale dell’ultima partita. Rui Patricio, evitando due gol, ha trasformato una probabile sconfitta in una vittoria da primato. Nella fantastica sfida contro il Sassuolo, sull’ 1-1, il portiere si è trovato uno contro uno con l’avversario lanciato a rete. E ha transennato la porta. Col tempo giusto, ha spalmato la sua figura prima davanti a Berardi, poi davanti a Boga. E ha deviato sempre con la gamba destra. Non è mai facile capire quanti siano i punti portati in dote dai portieri di qualità. Ma nel conto di Rui Patricio, certamente, si possono cominciare ad annotare i primi tre.

Serie A l’ultima sfida: quella dei cannonieri

L’ultima sfida destinata a cambiare è senza dubbio quella tra i cannonieri. Non ci sono, come detto, Ronaldo e Lukaku, primo e secondo della scorsa stagione. Muriel è fermo ai box, e Immobile -partito molto forte grazie a una tripletta – dovrà fare i conti con una manovra, quella della Lazio di Sarri, molto diversa dal passato. E allora, senza dubbio, correrà per vincere Dusan Vlahovic, che ha segnato 3 gol in 3 partite, e a -1 dalla vetta, ma ha la cattiveria giusta per cercare il titolo.

Contro l’Atalanta, ha calciato benissimo due rigori senza preoccuparsi di dover cambiare angolo. E con lo sguardo agguerrito del predatore, voleva farsene concedere dall’arbitro un terzo – che non c’era – da calciare contro lo stesso Sportiello. Nemmeno i pericoli della statistica lo hanno calmato. Sicuro, potente, esuberante, e centravanti di una squadra che, con Italiano allenatore, sarà naturalmente predisposta ad attaccare.

Se la lotta per lo scudetto, con tante nuove pretendenti, si presenta come la più incerta delle ultime stagioni, nella corsa al gol non possono esserci dubbi: Vlahovic partirà in prima fila.

Secondo Deg

Libero pensatore e opinionista di Sky, soprattutto libero, a tratti pensatore.

More in 2° DEG