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Serie A: le sette sorelle rimangono sei?

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Chiusa la sessione estiva del mercato, la sosta per le nazionali ci consente di fare un primo quanto provvisorio bilancio dell’inizio di stagione in Serie A.

Si è parlato tanto delle “sette sorelle” nel precampionato, ma ce n’è una che al momento sembra aver smarrito la via. La Juventus di Massimiliano Allegri, un solo punto in due gare, ha concluso il mercato estivo con un sostanziale ridimensionamento. È andato via Cristiano Ronaldo, con una vera e propria fuga che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “Fugaldo”. Forse perché a conoscenza dei nuovi piani del club livellati verso il basso, il portoghese ha preferito lasciare Torino per tornare al Manchester United. E non sembra che dalle parti di Torino ne abbiano fatto proprio un dramma, visto che la sua cessioni, seppur con una minusvalenza iniziale di 14 milioni, libererà risorse ben più importanti per il futuro.

Tanti auguri a Max Allegri

Via CR7, la Juve ha chiuso il calciomercato senza grandi sussulti. A parte Locatelli sono arrivati solo Kaio Jorge e Moise Kean, attaccanti promettenti, per carità, ma nemmeno minimamente paragonabili a Ronaldo, che ti garantisce da solo una quota di gol annui tra i 35 e i 40. Gol che non si redistribuiranno automaticamente, come sostiene qualcuno, ma che Max Allegri dovrà andare a recuperare da qualche altra parte (auguri a lui). Se qualcuno pensava che il ritorno del tecnico livornese avrebbe riportato di diritto il tricolore a Torino si sbaglia di grosso: questa Juve dovrà sudarsi anche l’ingresso tra le prime quattro.

Inter, occhio a José!

Per il resto, tra campo e mercato possiamo dire che le altre sorelle hanno confermato le aspettative. Sono in cinque attualmente in vetta al campionato e a punteggio pieno ed in questo momento è l’Inter quella che sembra avere più certezze in chiave tricolore. Nonostante gli addii di mister Conte, Lukaku e Hakimi, i nerazzurri sono letteralmente caduti in piedi, in un’estate che invece si prospettava molto complicata soprattutto per via dei problemi della proprietà cinese. La solidità lasciata in eredità da Conte dà ampie garanzie a Simone Inzaghi, che con Dzeko e Correa sembra aver subito trovato la soluzione a quella che molti pensavano sarebbe stata un’emorragia di gol senza il centravanti belga. Chi vorrà strappare il tricolore dal petto dei nerazzurri, avrà le proverbiali sette camicie da sudare.

Il pericolo numero uno per i nerazzurri potrebbe essere la Roma di José Mourinho, che ha dato già prova di essere formazione quadrata e che sa ciò che vuole. Esattamente in linea con il carattere del suo allenatore. Dal mercato sono arrivati elementi bravi e funzionali, come Abraham e Rui Patricio, ma occhio anche a Shomurodov e Vina, elementi che hanno già confermato di essere molto utili alla causa.

Milan e Napoli usato sicuro

Solo conferme positive da Milan e Napoli, che probabilmente non hanno fatto un mercato scoppiettante, ma hanno innestato in rosa gli elementi giusti nei ruoli critici. Dopo aver perso due punti fermi come Donnarumma e Calhanoglu, i rossoneri hanno consegnato a Pioli elementi di esperienza internazionale come Giroud, Florenzi e Bakayoko, ma si è già imposto come portiere affidabile anche l’ex Lille Maignan. La scommessa è Messias, ex Crotone la cui storia è già diventata favola. Quanto ai partenopei, sono arrivati solo Anguissa e Juan Jesus, ma Spalletti si dice molto soddisfatto innanzitutto per non aver perso nessuno dei suoi pezzi pregiati. Al resto ci sta pensando lui, tecnico esperto e navigato che ha già “normalizzato” diverse situazioni che possono far fare il salto di qualità ad un club come il Napoli.

È partita forte con i risultati, ma rimane un’osservata speciale la Lazio di Maurizio Sarri, che ha cambiato radicalmente modello di gioco e inevitabilmente avrà bisogno di tempo. Il colpo Zaccagni last minute fa sostanzialmente il paio con la cessione di Correa all’Inter, ma in prospettiva futura può essere un importante plus in casa biancoceleste.

È leggermente attardata in campionato (pareggio alla seconda giornata col Bologna), ma è ormai considerata a tutti gli effetti una “sorella”, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Persi Romero e Gollini (entrambi ceduti al Tottenham), i bergamaschi sono riusciti a trattenere comunque gli altri top tanto corteggiati (Zapata e Gosens). Per il resto sono arrivati elementi in grado di proseguire sulla stessa falsariga degli ultimi anni, ovvero mix di calciatori esperti (Zappacosta e Musso) e giovani già molto bravi (Demiral, Lovato e Koopmeiners). Dopo la sosta si ripartirà di slancio per il primo ciclo di gare ravvicinate tra campionato e coppe europee ed è allora che si capirà meglio se le sorelle proseguiranno la camminata assieme o se per strada se ne perderà qualcuna. Di sicuro, si prospetta un campionato probabilmente meno ricco a livello finanziario e di top player, ma assolutamente affascinante e avvincente.

Sostiene Nicolino

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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