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Solo l’Inter può perdere questo scudetto

Riparte la Serie A e i campioni d’Italia sono indiscutibilmente in pole position per la conquista del secondo tricolore di fila

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Riparte la Serie A e i campioni d’Italia sono indiscutibilmente in pole position per la conquista del secondo tricolore di fila

Dopo la sosta per le Feste Natalizie, la Serie A torna in campo all’Epifania per il primo turno del 2022, che coincide anche con la prima giornata di ritorno. A conquistare il titolo di campione d’inverno è stata l’Inter di Simone Inzaghi, che è arrivata al giro di boa con 42 punti, a +4 sui cugini del Milan e a +7 sul Napoli. Dopo un avvio sprint di rossoneri e partenopei, i nerazzurri, campioni d’Italia in carica, hanno ingranato la quinta e si sono presi in maniera prepotente la vetta. Sono d’accordo dunque con quanto dichiarato oggi in conferenza stampa da Massimiliano Allegri: “Solo l’Inter può perdere questo tricolore”.

Inzaghi meglio di Conte

I nerazzurri sono indiscutibilmente la squadra più forte d’Italia oggi. Per rosa, gioco e soprattutto compattezza e convinzione. Il ciclo di Antonio Conte, seppur durato solo un biennio, ha consentito all’Inter di ritrovare il dna vincente, ma va dato atto a Simone Inzaghi di essere stato altrettanto bravo a prolungare la striscia vincente, facendo anche meglio del predecessore. Pur avendo perso elementi del calibro di Hakimi e Lukaku, l’ex tecnico della Lazio sta orchestrando un complesso che probabilmente concede qualcosina in più rispetto al recente passato, ma costruisce e crea molto più di prima. I movimenti mnemonici di Conte sono stati ereditati ed estesi, lasciando anche un po’ alla creatività dei vari Calhanoglu e Barella, che stanno letteralmente dominando dal centrocampo in su contro qualunque avversario. Meno sviluppi ripetitivi, maggiore imprevedibilità: con queste armi Inzaghi e i suoi sono riusciti anche a superare il girone di Champions League, cosa che nei due anni di Conte i nerazzurri non sono riusciti a fare.

Milan e Napoli in difficoltà alla distanza

Insomma, l’Inter ha tracciato un solco importante e difficilmente le principali contendenti riusciranno a tenere botta. Il Milan sta sostanzialmente ripetendo la stagione scorsa, perdendo terreno nella seconda parte di stagione dopo aver dato l’impressione ad un certo punto di poter tentare la fuga. Discorso analogo per il Napoli, che complici le tante assenze (quella di Osimhen la più pesante), non è riuscito nel finale del 2021 a ripetere le prestazioni di inizio stagione. Probabilmente il nigeriano ha coperto con le sue prestazioni quelle che erano le lacune degli azzurri di Luciano Spalletti, ma a Napoli pagano anche la questione ambientale. Ad inizio stagione mi ero permesso di dire che i partenopei si sarebbero visti nella reazione alla prima sconfitta e alle prime difficoltà. Ebbene, come spesso accaduto da quelle parti, ci si esalta troppo facilmente e ci si deprime altrettanto rapidamente. Con una sola vittoria nelle ultime 5 partite di campionato, i campani hanno perso terreno e certezze, con il mese di gennaio che sarà altrettanto difficile per via delle numerose e gravose defezioni.

Atalanta e Juventus fuori dai giochi per il tricolore

Subito dopo, in classifica troviamo Atalanta e Juventus, rispettivamente con 38 e 34 punti, ma a queste condizioni è davvero al limite dell’impossibile pensare che possano rientrare nella lotta per il titolo. I bergamaschi, e non è la prima volta, ad un certo punto sembravano potersi aggrappare al treno scudetto, ma puntualmente quando c’è da fare il salto di qualità la Dea torna nella sua dimensione, assolutamente encomiabile, dell’outsider senza pretese di vittoria. Per i bianconeri, visto l’avvio di campionato disastroso, sembra già un miracolo rivederli in lotta per un posto in Champions League. Che la Vecchia Signora abbia abdicato per la vetta è sin troppo chiaro dallo scorso anno, con i suoi tifosi che non possono fare altro che sperare di riaprire un ciclo il più presto possibile. Senza ansia né paure. È cambiata la politica societaria, ora è il tempo della “sostenibilità” fanno sapere dalla dirigenza. Per ricostruire una squadra in grado di primeggiare ci vorrò probabilmente del tempo, ma intanto l’obbligo è quello di ottenere il massimo con ciò che si ha.

Mirko Nicolino, giornalista e allenatore, mi divido tra scrivania e campo, guidato da una sola ed unica passione

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